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BHANWAR NIWAS, BIKANER, RAJASTHAN
Bhanwar Niwas
Rampuria Street, Bikaner – 334005
Rajasthan, India
Website: www.bhanwarniwas.com
Un gioiello scintillante
Il nome del deserto di Thar deriva dalla parola “t’hul”, ovvero “dune di sabbia”: ma l’immagine di colline di sabbia vellutata e dorata che si increspano parallele a perdita d’occhio è fuorviante. Thar è una distesa di steppa, dal terreno ondulato, sì, ma duro come pietra, che si ricopre di un sottile velo di verde solo dopo il monsone. Nel 1488, l’ambizioso principe Rao Bika, che trovava troppo poco stimolante la comoda vita di Jodhpur, vi fece costruire il Fort Bikaner. Oggi, questa stazione di posta sulla via commerciale che porta al mare è diventata una città, senz’altro non tra le più belle del Rajasthan e un poco fuori dalla realtà, ma proprio questa caratteristica la rende affascinante. L’arenaria rossa conserva ancora un’aria bellicosa, come se ogni muro rappresentasse un’aperta sfida al deserto. Lo stesso carattere energico emana anche dall’Hotel Bhanwar Niwas, ma è temperato dalla grande eleganza della sua facciata ben strutturata e riccamente decorata. Le sale sembrano fatte d’oro puro, gli arredi delle camere raccontano la storia del Rajasthan, oppure presentano una combinazione di toni del crema e tinte pastello punteggiate di colori vivi che ricorda l’appetitosa vetrina di un pasticcere europeo. E la sera, quando si passeggia nel cortile interno illuminato a giorno, si ha l’impressione di trovarsi tra le quinte di un palcoscenico teatrale; in quei momenti, il Bhanwar Niwas diventa il cuore sfavillante del deserto.
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ROYAL DESERT CAMP, PUSHKAR, RAJASTHAN
Royal Desert Camp c/o Pushkar Palace
Chhoti Basti, Pushkar – 305022
District Ajmer, Rajasthan, India
Website: www.hotelpushkarpalace.com/rdc.htm
La vitalità del deserto
Quando l’imprenditore indiano Jahangir decise di intraprendere un viaggio di piacere in Kashmir, all’inizio del XVII secolo, temeva che i palazzi del luogo non soddisfacessero le sue esigenze. Pertanto, si mise in viaggio con tutto il suo entourage e un’intera tendopoli: tendoni di lusso con letti morbidi e cuscini, tappeti pregiati e meravigliose stoffe, cristalli lucenti e porcellane, una cucina mobile e tutto ciò che serviva per organizzare intrattenimenti serali. Da quando è stato inventato, il “Royal Desert Camp” è diventato un elemento fondamentale delle feste aristocratiche, delle battute di caccia o dei ricevimenti di nozze. Oggi, anche i comuni mortali hanno la possibilità di godersi un soggiorno in un campeggio davvero regale in occasione della Pushkar Fair, la manifestazione più variopinta e forse più bella del Rajasthan. Definirla semplicemente una “manifestazione folkloristica” è quasi un oltraggio: oltre ad essere il più grande mercato di cammelli del mondo, la Pushkar Fair è meta di pellegrinaggio per gli hindu, che possono mondare le preoccupazioni di tutta una vita immergendosi nelle acque del Pushkar Lake, nonché una sfilata di moda in occasione della quale le donne indiane dispiegano tutto il loro fascino e persino i cammelli vengono sfarzosamente addobbati e profumati. In breve, la Pushkar Fair è un distillato delle tradizioni e della vitalità di un’intera regione.
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NARAIN NIWAS PALACE, JAIPUR, RAJASTHAN
Narain Niwas Palace
Kanota Bagh, Narain Singh Road
Jaipur – 302004, Rajasthan, India
Website: www.hotelnarainniwas.com
Come in una fiaba
Era thakur di Kanota, generale delle Forze Armate di Jaipur e stretto collaboratore del Maharaja: Amar Singh Ji è stato uno degli uomini più influenti del Rajasthan all’inizio del XX secolo. Decisamente un uomo molto impegnato ma, nonostante tutte le sue responsabilità, riusciva a trovare il tempo per il suo passatempo preferito: scrivere diari. In diverse migliaia di pagine, raccontò la sua vita e descrisse la costruzione della sua tenuta di campagna, eretta nel 1928 e dedicata a suo padre Narain, che era stato capo della polizia di Jaipur. Qui, Amar Singh Ji trascorreva il tempo libero seduto alla scrivania, passeggiando nel parco oppure a cavallo, impegnato in battute di caccia agli uccelli, ai cinghiali o alla pantera nella vicina giungla. Oggi la tenuta è diventata un hotel bello e relativamente conosciuto, in cui sopravvive l’atmosfera anglo-indiana dell’era vittoriana. Gli esterni del Narain Niwas sono color crema, mentre negli interni predominano i toni intensi del giallo e dell’ocra e arredi antichi ravvivati da tocchi di colore, come una vetrata colorata o l’arcata dipinta di una porta. E anche se le attività per il tempo libero non sono più avventurose come ai tempi dell’appassionato cacciatore Amar Singh Ji, nel giardino di manghi o ai bordi della piscina si possono ancora assaporare l’atmosfera storica e l’ospitalità tradizionale del Rajasthan.
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SAMODE PALACE, JAIPUR, RAJASTHAN
Samode Palace
Ganga pole, Jaipur
Rajasthan – 3020002, India
Website: www.samode.com
Entrare in uno scrigno di gioielli
Il mio palazzo, il mio panorama: per l’ospite del leggendario Samode Place, il sogno di essere re sembra diventare realtà. Questo hotel è una possente fortezza del colore dell’arenaria, che sorge alle falde dell’Aravalli Range, la catena montuosa che domina il nord-ovest dell’India. Ma quando si varca l’ingresso, quello che si apre alla vista è un gigantesco scrigno di gioielli. Marmi delle vicine cave, legno scuro e cristalli scintillanti, archi intagliati come filigrana, tappeti tradizionali e mosaici che raggiungono il soffitto, non basterebbe una vita per contarne le tessere e calcolare le ore di lavoro necessarie per crearli. Tutto è sfarzo allo stato puro, e il motivo per cui non risulta subito opprimente è che il Samode Palace è un capolavoro di simmetria: ambienti ampli e spaziosi in cui colori delicati si fondono in perfetta armonia. Anche nelle camere si ritrovano l’architettura antica e l’artigianato del Rajasthan. E la sensazione di essere in un altro tempo si acuisce se si attraversa il villaggio di Samode a dorso di cavallo o di cammello, facendo una sosta per il pranzo all’ombra dei manghi. Il mio palazzo, il mio panorama, e il mio picnic.
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SARDAR SAMAND PALACE, JODHPUR, RAJAHSTAN
Sardar Samand Palace In piena battuta di caccia
Il Mahraja non apprezzava molto gli immensi palazzi dalle migliaia di torrette e arcate. Profondamente legato alla sua terra, amava la natura, la caccia e lo stile Art déco. Nel 1933, Umaid Singh si fece costruire una residenza per il fine settimana in uno stile veramente unico in India. Al di sopra di un laghetto artificiale le cui acque sono spruzzate del rosa dei fenicotteri, si innalza un lodge in pietra grigio – bruna che si confonde con le rupi, con una specie di torretta di guardia sovrastata da una cupola bianca e balaustre color turchese. All’interno ci si meraviglia nello scoprire in quanti modi diversi si possono combinare il verde muschio chiaro e il salmone, e ci si stupisce per l’abilità di cacciatore del Mahraja. Una gazzella ci osserva da una parete, un bufalo fa da sentinella a una porta, un corno cavo si rivela un posacenere, e i libri sono sorretti da zampe d’elefante foderate di pelle di leopardo. Molto di tutto ciò porta la firma dell’artista polacco Stefan Norblin, che negli anni Quaranta ha sottoposto il Sardar Samand a un “lifting”, trasformandolo in una signora piuttosto eccentrica ma anche straordinariamente divertente. Da allora, non molto è cambiato: gli eredi del Mahraja permettono le riparazioni, anche le più piccole, unicamente a patto che non alterino la sostanza originaria dell’edificio. Solo 19 stanze sono adibite a hotel, mentre le altre sono residenza privata dei proprietari: una famiglia che continua a non apprezzare gli immensi palazzi con migliaia di torrette arcate.
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DEVI GARH, UDAIPUR, RAJASTHAN
Devi Garh
P.O. Box No. 144
Udaipur – 313001
Rajasthan, India
Website: www.deviresorts.com
Al servizio di Sua Maestà
Se il regista di un nuovo film di James Bond cercasse un’ambientazione asiatica in cui il mitico agente 007 possa scavalcare agilmente alti muri vestito di nero e faccia perdere la testa a splendide donne dalle gambe affusolate, non potrebbe trovare di meglio del Devi Garh. Questo forte troneggia, affascinante e minaccioso, nella Aravalli Range vicino a Udaipur, circondato su tre lati dalle montagne e sovrastato da un cielo di velluto azzurro – grigio. La sua stessa storia si presterebbe alla sceneggiatura di un film: venne donato a Sajja Singh come ricompensa per i leali servizi prestati nella battaglia di Haldighati ( 1576 ), che vide Maharana Pratap combattere contro il Gran Mogol Akbar. Da quei tempi lontani, il forte domina una delle tre vie d’accesso alla Valle di Udaipur, e dopo la sua trasformazione in hotel di lusso è diventato uno delle mete più attraenti del Rajasthan. Sotto i suoi sfarzosi portali e nelle sale dai soffitti altissimi si trova ciò che ci si aspetterebbe in un loft di una grande città: forme e colori ben definiti, design minimalista e funzionale, marmi e metallo. Il Devi Garh attinge alla vena purista dell’Asia, e proprio da qui derivano un’estetica e un’atmosfera, uno sfarzo e un glamour che lo rendono di una bellezza quasi incredibile. Una vera scenografia d’effetto.
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UDAI BILAS PALACE, DUNGARPUR, RAJAHSTAN
Udai Bilas Palace
Dungarpur – 314001
Rajasthan, India
Website: www.udaibilaspalace.com
Il monile di maharaja
Da sempre, Dungarpur è conosciuta con il nome di “città delle colline”, ma quando Udai Singhji decise di costruire un nuovo palazzo, a metà del XIX secolo, non riuscì a riconciliarsi del tutto con questo paesaggio roccioso. Affascinato dal lago di Gaibsagar, vi creò un’isola tutta sua nei toni chiari della pietra “pareva” della zona. La prima ala dell’edificio risultò relativamente modesta; Udai Singhji concentrò tutto il suo amore per i particolari architettonici nel “palazzo di una sola colonna”, l’Ek Thambia Mahal, straripante di torrette, arcate, balaustre e marmi intarsiati, che ancor oggi rappresenta il cuore dell’intero complesso. Sembra che gli eredi del primo proprietario abbiano voluto controbilanciare un poco l’opulenza di questo design tradizionale: nel 1940, lo hanno ampliato con stanze in stile art déco, e hanno decorato la sala dei banchetti, tanto maestosa da infondere soggezione, con trofei di caccia provenienti dalla vicina foresta. Dal 2001, l’hotel ha anche una piscina, dominata da due elefanti di marmo bianco che spruzzano getti d’acqua dalle proboscidi sollevate. Sulle sponde del lago e nella riserva naturale si possono seguire le orme degli animali veri. Infatti, Dungarpur è un vero eldorado per ornitologi e appassionati di safari: vi si avvistano regolarmente leopardi, antilopi e scoiattoli volanti. Le esigenze di chi non si accontenta delle attrattive della pianura non restano insoddisfatte: ad esempio, il Juna Mahal di Dungarpur, costruito nel XIII secolo, è uno dei più sfarzosi e antichi palazzi della regione.
Letture da portare in viaggio: Racconti indiani di Rudyard Kipling
testi estratti da “The Hotel Book , Great Escape Asia” di Cristiane Reiter per Angelika Taschen di Taschen GmbH – Koln –
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